Archivi del mese: dicembre 2005

Làte Biòsas

Devo ringraziare il sondaggio di Chenoa per avermi riportato alla mente questo saggio principio Epicureo. Làte Biòsas, ossia Vivi Nascosto, fuggi la gloria, la notorietà, l’abbraccio della folla. Ma anche, in fondo, vivi per te stesso, per il momento presente, come molto più tardi avrebbe detto Orazio, quam minimum credula postero, del domani non c’è da fidarsi.

Facile a dirsi, difficile a farsi. Chissà per quale motivo oscuro siamo stati creati a inseguire sempre qualcosa, a non accontentarci, a cercare, a sperare, ad attendere. Forse perché è nel divenire che si esprime la perpetuazione della specie, e nel progresso umano scorgiamo il riflesso del nostro successo riproduttivo.

E’ buffo come l’edonismo contemporaneo ci inviti a un tempo a cogliere l’attimo e a costruire il nostro avvenire. Va da sè che è questa contraddizione è figlia dall’opportunismo consumistico che ci invita a risparmiare o a sperperare a seconda del soggetto proponente, ma c’è qualcos’altro dietro. Il messaggio epicureo originario è snaturato nel suo significato più profondo, vivi nascosto, accontentati di ciò che hai, indi, come conseguenza, godi di ogni momento della tua esistenza come fosse l’ultimo. Il messaggio che oggi passa è invece inverso, devi godere di ogni momento della tua esistenza, indi devi fare in modo che questa sia perfetta, la migliore possibile. Come in un gioco di specchi, con la stessa immagine si invita all’opposto: non più accontentarsi ma ricercare, bramare, desiderare. E perché ci convinciamo che è giusto così, continuano a mettere sotto i nostri occhi immagini di persone di successo, felici e soddisfatte, che non ammettono sacrifici nella loro esistenza perché "hanno già dato", si sono guadagnate il loro paradiso in terra e adesso banchettano felici nel loro Bengodi. Loro sì, possono vivere per il presente, possono cogliere l’attimo.

Noi comuni mortali invece il paradiso dobbiamo prima guadagnarcelo. Lavorando e sudando per poterci permettere tutte quelle assurde comodità di cui potremmo tranquillamente fare a meno, perdendo così il prezioso attimo presente, nell’afffannosa costruzione del presente futuro.

Se ci penso, mi vien voglia di nascondermi in un cantuccio, e lasciare che la vita mi passi davanti come un bel film, godendo di ogni più piccolo fotogramma.

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