Archivi del mese: gennaio 2006

Cosmico

Anche stasera il mondo sembra ripiegarsi su se stesso per inghiottirmi con i suoi pessimi imprevisti. La domanda che mi faccio spesso è per quale arcano motivo non cè niente di bello nella vita che non costi sudore e lacrime, quando invece le cose brutte ti capitano tra capo e collo quando meno te laspetti. Perché? Perché le cose belle sono ormai labitudine. Una volta cera il dolce la domenica, il vestito della festa, la prima notte di nozze. Cerano i piccoli rituali della gioia, quelle cose che si attendevano con ansia trepidante e che facevano tornare gli adulti bambini. Oggi abbiamo i  rituali del sè, le riviste femminili (e ormai anche maschili…ultimamente escono addirittura accoppiate, la rivista per lei e quella  per lui) ce le consigliano come dei toccasana contro i ritmi stressanti di ogni giorno. "Prepara un bagno caldo, in cui scioglierai i sali da bagno Aktugh della Aniretic (44 euro); crea tanta schiuma con il nuovo bagnoschiuma aromaterapico Dontsacc della Profumloff (58 euro). Immergiti nella vasca strofinandoti la pelle con un guanto di crine, prova quello della Scorticatis, lo trovi a soli 15 euro in tutte le profumerie e ha anche un buon odore di crostata alluvaspina. Infine asciugati e idrata la pelle con la crema Ultramis della Lubertal (36 euro) allottimo profumo speziato che farà cadere lui tra le tue braccia".

Ma sto divagando, non è questo il punto. Il punto è che poiché ogni piccola soddisfazione sa di scontrino e plastica, non esiste più niente che faccia da contraltare alle seccature piccole e grandi della vita di ogni giorno. Così il cielo basso e pesante che pesa come un coperchio sullorizzonte nero diventa ermetico, a tenuta stagna. E tutto ribolle nellintimo come in una grande e moderna pentola a pressione.

E noi dentro siamo i fagioli, mai abbastanza cotti.

<!–

–>

7 commenti

Archiviato in io confesso

Le streghe son tornate…

Grande manifestazione a Milano per difendere la 194. Donne in piazza come non si vedeva da molto, molto tempo. Un segno del cambiamento, forse, ma un segno debole. Dalle immagini televisive mi è parso che si trattasse per lo più di donne di mezza età, ultraquarantenni. Poche ragazze sotto i trent’anni, proprio quelle che dovrebbero temere in maggior misura la modifica o l’abrogazione della legge.

Le donne in piazza erano le stesse di vent’anni fa, allora? Spero vivamente d’essermi sbagliata. Anche perché anche a Roma la gente è scesa in piazza per difendere il Pacs e la laicità dello Stato. Qualcosa si muove, finalmente, in questo Paese disteso come un vecchio addormentato. Chissà se è l’inizio di una nuova epoca di lotte o solo il sussulto preelettorale di un popolo cloroformizzato dai media. Sono pessimista, propendo per la seconda ipotesi. Anche perché di giovani, a Milano come a Roma, ne  ho visti pochi. E io stessa ero qui, a casa, a curarmi il raffreddore, ignara di tutto.

 

<!–

–>

2 commenti

Archiviato in pennarelli

In un bicchiere di birra…

 

Cosa può esserci in una bionda media fresca traboccante di schiuma? Mezz’ora di chiacchiere insulse che diventano discorsi sui massimi sistemi. Un incrocio di sguardi che si prolunga più del decimo di secondo richiesto dalle convenzioni. Il rotolare insistente di una pallina nella testa che ti ricorda che questo è il momento di vivere.

 

<!–

–>

1 Commento

Archiviato in acqua calda