Archivi del mese: aprile 2006

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Una è autentica quanto più somiglia allidea che ha sognato di se stessa"
Ho ridimensionato molto, negli ultimi tre anni, ladorazione istintiva che avevo per il cinema di Almodòvar, ma mi è rimasta laffezione a queto aforisma semplice e veritiero, un mantra da accogliere con giocosa serietà, la stessa che caratterizza il personaggio che lo enuncia, Agrado.
Per quanto possa credere di aver fatto il possibile, sono ancora molto lontana dallidea che ho sognato di me stessa. E non perché fosse unambizione irrealizzabile, né perché fosse lontatna dalla mia portata creativa o intellettuale.
O no, per niente. Il motivo perché non sono simile allidea che ho sognato di me stessa risiede principalmente nel fatto che sono, in ognuna delle cose che faccio, lunatica e discontinua. Mi esalto ancora, alla soglia dei trentanni, con la facilità di unadolescente, per poi piombare nella noia e nella ripetitività, per assestarmi in loci della mente che siano tranquilli e sicuri, monotoni e automatici.
Chiunque butti ogni tanto unocchiata in questo blog se nè accorto da solo: scrivo per tre giorni di fila, poi latito per un mese. In tutte le cose della vita sono così. Ho una libreria piena di libri comprati con entusiasmo e mai letti, dvd che non potevano assolutamente restare sugli scaffali delle videoteche e che restano incellofanati anche da anni nella mia videoteca, pacchi interi di colori e fogli mai utilizzati, e centinaia di foto scattate da ritoccare, salvare e magari stampare che affollano invece non dico il pc, ma addirittura le schede di memoria.
Spesso mi dico che non ho tempo. Bella scusa. E vero, sono fuori di casa almeno dieci ore al giorno, ma questo non mi impedirebbe di fare altro nelle sei ore rimanenti… senza contare i fine settimana passati a girarmi i pollici o a tentare di mettere i record su Zupperman.
Non mi diverto più, in mia compagnia. In una bella giornata di sole come questa, per esempio, lideale sarebbe mettersi in macchina e andare in campagna, a schizzare fiori da colorare allacquerello. Certo, se avessi imparato ad usare gli acquerelli, invece di limitarmi a comprare colori, carte speciali e manuali.
Quindi direi che no, non assomiglio affatto allidea che ho sognato di me stessa. Sono a buon punto per un fallimento. Lo so che dovrei rimboccarmi le maniche e darmi da fare. Non per niente la mia agenda del 2006 è piena di buoni propositi e buone speranze.
Che restano sulla carta come questo post, monito alla mia ignavia, alla mia ottusa immaginosità.

Almeno fossi così stupida da non rendermene conto.

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