Archivi del mese: settembre 2006

Spero vivamente di avere una terribile infezione vaginale che non manifesta su di me alcun sintomo ma che con il contagio produca una mutazione nel batterio tale da provocare bruciore prurito e tanto fastidio da  rendere impossibile qualsiasi rapporto sessuale e una tortura lespletazione dei bisogni fisiologici quotidiani.
Lo spero con tutto il cuore perchè così quella troia che stasera in piscina mi ha fregato il costume ancora bagnato cuffia e occhialini se ne pentirà per il resto dei suoi giorni.

 

<!–

–>

9 commenti

Archiviato in io confesso


Gloria era bellissima. Immagino lo sia ancora. Somigliava a Sophie Marceau, per la forma degli occhi, grandi e verdi, circondati da ciglia nerissime, e della bocca, carnosa, ben disegnata, eppure estremamente espressiva.
Era una vera Cosmogirl. Ricordo che una volta mi disse di avere quarantasette paia di jeans. In effetti era proprio una di quelle ragazze che dicono: io sono un tipo semplice, vesto sempre in jeans e maglietta. Sì. Jeans attillatissimi da far esplodere il culo e maglia rigorosamente ultra griffata. In un certo senso, io  la adoravo. Era tutto quello che non sarei mai riuscita ad essere: ricca, figa e intraprendente. E anche tutto quello che non avrei mai voluto essere: volubile, superficiale e maledettamente infelice.

Andare in discoteca con lei era una botta tremenda per la mia autostima. Fu un’esperienza che mi fece perfettamente capire come doveva sentirsi l’Uomo invisibile del famoso romanzo di Wells. Anche se, in effetti, qualcuno ogni tanto mi notava. Si avvicinava con fare circospetto e mi sussurrava all’orecchio: “Mi presenti la tua amica?”.

D’altra parte in quel periodo divenni estremamente popolare, e compagni di facoltà che mai mi avevano degnato di uno sguardo, colleghi di lavoro che non mi salutavano neanche la mattina davanti alla macchinetta del caffè diventarono improvvisamente miei grandissimi amici.

Mi ricordo come fosse ieri il giorno successivo alla nostra prima serata insieme in discoteca. Mi aggiravo per le strade della città come una zombie con le occhiaie e una stima di me stessa che si avvicinava molto a quella che provo verso Silvio Berlusconi. Incontrai un mio amico, che passeggiava con la madre, e che le disse: “Mamma, ti presento Lilian. Lilian ha venticinque anni, è laureata, lavora, e non è fidanzata.”  Perché è unammerda, mi veniva da rispondere, ma mi trattenni per non scandalizzare l’anziana signora con il mio turpiloquio.

Gloria in effetti amava circondarsi di amiche cesse, forse per far risplendere ancora di più il fulgore della sua bellezza. Questo comportava una vera rottura di scatole per gli uomini che le ronzavano attorno. Perché quando una strafiga esce con amiche carine, puoi sempre sperare che la serata non vada del tutto sprecata se lei ti dà il palo. C’è la possibilità di un ripiego. Se invece ha solo amiche cesse, stai fresco, e devi investire necessariamente tutto il tuo tempo su di lei.

Gloria questo lo sapeva bene, e credo fosse il solo motivo per cui per un po’ di mesi mi degnò della sua compagnia. Compagnia che, devo ammetterlo, non mi era affatto sgradita: perché Gloria era matta, allegra e musona, lunatica e solare, coinvolgente e destabilizzante. E soprattutto era circondata da ragazzi che, per quanto mi considerassero effettivamente meno che zero dal punto di vista strettamente sessuale, sembravano tuttavia inspiegabilmente attratti dalla mia vena dialettica e dal buffo contrasto che c’era tra la mia aperta autoironia e la sua esuberanza megalomane.

Devo dire alla fine che, con lei, mi sono sempre divertita. Forse per questo anche se ha contribuito a fare tabula rasa della mia vita sessuale in quei tre mesi che siamo uscite più o meno costantemente insieme, conservo di lei un ricordo positivo.

Anche perché tra tutti quegli uomini che non mi degnavano di uno sguardo e le sbavavano dietro, non c’è stato uno che sia riuscito a portarsela a letto. Bon bott.  

 

<!–

–>

16 commenti

Archiviato in personaggi scomodi



Niente si può dire di Lei che già non sia stato detto… lascio che l’immagine parli da sola.
Per me posso solo dire che è stata una tappa del mio personale Viaggio in Paradiso.
Vivere una giornata meravigliosa in un posto qualsiasi è già, di per sè, un privilegio raro.
Viverla qui…. beh, niente che si possa spiegare con le mie oscure e misere parole.

<!–

–>

22 commenti

Archiviato in approdi

Pazzesco. Cinque minuti fa io cenavo e mia madre guardava la tv stirando. Cera il telequiz di raiuno condotto dal toscano nasone Carlo Qualchecosa e a un certo punto hanno fatto La Scossa. Se seguite il programma in questione assiduamente come mia madre saprete che si tratta di evitare, in un elenco di parole, quella che rappresenta la risposta giusta alla domanda. Se paradossalmente si becca la risposta giusta si prende la scossa e si rischia leliminazione.
Ora, la domanda del giorno era: "Qual è il mestiere migliore che le madri si augurano svolgano le loro figlie da grandi?". Seguivano una serie di dieci risposte tra cui ballerina, velina, avvocato, giornalista, notaio e così via.
Il primo concorrente ha detto velina e sè salvato (per fortuna sono ancora poche le mamme che vorrebbero vedere la figlia muovere culo e tette finti sotto i riflettori); il secondo per assonanza ha detto ballerina e gli è andata bene (anche se le due figure vengono confuse con troppa superficialità; a me che cammino come una camionista una figlia ballerina starebbe più che bene). Infine unassennata signora ha detto giustamente: "bancaria" immaginando che nessuna madre al mondo vorrebbe vedere la figlia rinchiusa in una gabbia di ufficio a menar per il naso la gente o a contare banconote manco fosse Paperon de Paperoni.
La sventurata ha sbagliato.
Pare proprio che le mamme italiane vorrebbero vedere le loro figlie (femmine, badate bene) sistemate in banca, otto ore al giorno dietro una scrivania. Meglio che fare la giornalista. Meglio anche che fare la notaio, nonostante sia noto che le parcelle notarili siano in media quattro volte lo stipendio di una bancaria.
Mia madre gongolava.
Io sono perplessa.
Se questi sono davvero i sogni delle mamme italiane per le loro figlie,  devo dedurne che abbiano disimparato a sognare. O almeno a fare sogni felici.

<!–

–>

13 commenti

Archiviato in belpaesedimmerda