Archivi del mese: dicembre 2006

Vabbè, questa merita.
Ieri sera torno a casa distrutta dopo dodici ore di estenuante battaglia tra mandati reversali e carte contabili. La Doroty stranamente è a casa impigiamata. Mi telefona la Bru. "Uuuuuuuh finalmente ti ho trovato, andiamo a farci un giro"
"Tu sei caduta di testa per terra (italianizzazione, n.d.t.), io sono appena tornata dallufficio e voglio solo cenare e spallarmi due ore davanti al pc"
"Nooooo dai, sono qui solo due settimane e non siamo uscite insieme per niente, vieni a farti un giro sotto casa mia al centro commerciale."
Sto per darle definitivamente della mentecatta quando vedo la Doroty farmi dei cenni spasmodici e disperati. "Ok, vengo"
Chiudo il telefono e la Doroty: "Sì vacci, è veramente depressa, è da oggi che ti cerca."
"E non poteva uscire con te?" tanto lei non ha un cazzo da fare, è in ferie.
"E che ne so, cercava te!" E chiaramente gelosa.
Mi risolvo ad uscire. Mi prendo un tè con i biscotti e riesco quasi a rilassarmi. Chiacchieriamo un po di maschietti e dopo unoretta mi riavvio alla macchina, ma vedo che Bru, dura, invece di prendere la strada di casa, mi segue. "Ma che fai? Mi accompagni alla macchina?"
"No, dài, vengo un po a casa tua"
Questo implica doverla riaccompagnare in macchina dopo,  ossia quando si risolverà ad andare a casa, ossia conoscendo la Bru non prima di mezzanotte, ossia quando io sarò ormai incapace di reggermi ancora sulle gambe, figuriamoci distinguere tra il pedale del freno e quello dellacceleratore. "Eeeeeeh" azzardo "Ma poi chi ti riaccopagna…?"
"No, poi magari esco con la Doroty."
Desisto dal farla desistere e me la porto a casa. Da fuori vedo le luci spente…  "Ecco" esordisco "La Doroty sè di nuovo impallata davanti al pc a chattare con Galileo" (tizietto con cui la Doroty intrattiene un ricco scambio virtuale dopo aver intrattenuto un altrettanto ricco scambio ben poco virtuale la scorsa estate). Questo mi indispettisce perchè naturalmente non sarò libera di intrattenere i miei ricchi scambi virtuali con il mio ricco tizietto ben poco virtuale che… cacchio, mi sono impallata.
Insomma a farla breve entro in casa borbottando contro di lei. Avverto oscure presenze nel soggiorno buio… Lampi di flash e una morra di persone che salta fuori da dietro i divani gridando: "Sorpresa!"
Solo allora mi accorgo della scritta di cartone AUGURI legata con lo spago alla punta dellalbero di Natale e al lampadario… Mi cappotto dietro la poltrona del Canc e azzardo: "Ma veramente il mio compleanno è domani…"
"Sì ma domani tornano mamma e papà e non possiamo fare un cazzo, cretina" mi risponde la Doroty tutta sorridente. "Invece così aspettiamo la mezzanotte e ti facciamo gli auguri!"
Seeeeeee, non li conoscessi. A mezzanotte meno un quarto siamo rimasti praticamente solo io (accasciata sul divano come un ragdoll), la Bru pimpantissima, la Doroty scoglionata e i miei cugini che si menano tra loro come se non fossero mai usciti dalla preadolescenza. E naturalmente anche Fabbbio, che non usa dormire.
Lintenzione della Doroty era fare un rinfresco, ma ha invitato tutti dicendo di non cenare, e il risultato è stato un affamamento generale che personalmente ho sfogato con il Martini. Altri di gusti più semplici come Fabbbio e il dr Kenz si sono invece dedicati con devozione al vino rosso. La Doroty al solito spaziava, non avendo preferenze, fingendo di non bere nientaltro che acqua tonica.
Il risultato è stato che stamattina si vedeva proprio che avevo un anno in più.
Anzi, magari pure cinque.
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Fin da ragazzina ho avuto una passione per Leia e Han. In assoluto la coppia più cool mai apparsa sullo schermo. I loro discendenti/genitori Anakin e Padme, a confronto,sono da carie ai denti.
Leia e Han sono esattamente quello che una coppia dovrebbe essere.
Lui fa il duro ma con lei sa essere inconsuetamente tenero.  E un uomo concreto che si lascia avviluppare dal fascino dellideale. Lei è unidealista con i piedi per terra. Una abituata agli agi, che ha imparato a lottare.
Lui è un ragazzo di strada di cui pare lei si prenda gioco, ma dal cui gioco lei è affascinata.
Han non è uomo da legarsi per la vita, ma la stessa metamorfosi che lo guida dallanarchia al servizio della causa lo legherà alla donna di cui si scopre innamorato.
Parallela alla sua è la trasformazione di Leia da iconica principessa (la sua prima apparizione a Luke Skywalker è olografica) a grintosa ribelle sensuale e priva di scrupoli.
Han e Leia sono gli amanti che partono da strade distanti ma convergono luno verso laltro, fino allasintoto che li vedrà camminare insieme, fianco a fianco, e spalla a spalla combattere per la causa che li ha uniti.

Così mi piace.
Così mi vorrei.


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Beh, lavevo detto che quello era provvisorio…
Il fatto è che quando ho visto questimmagine non ho resistito. Era troppa la potenza drammatica di Medusa, appena violata da Poseidone, disperata,  sulle scale del tempio di Atena, coperta solo dei lunghi capelli che tra poco, per volere della terribile dea,  si muteranno in velenose serpi.
Non chiedetemi di raccontarvi unaltra volta la storia perchè ne ho già fatto un riassunto abbondante nel  secondo post. Qualcuno obietterà che quella non è Medusa ma la Sirenetta di Arthur Rackham… Lo ammetto, un po ho barato, ma avevo voglia da tempo di un bellheader con un disegno di Rackham. E questo sembrava fatto apposta…
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Una delle cose più difficili nella vita è sicuramente non cannare un regalo.
A Natale diventa unimpresa impossibile.
Prima di tutto perché, per quanto io mi sforzi di pensarci prima, mi riduco irrimediabilmente allultimo momento. Così, ogni anno ringrazio San Michele Arcangelo protettore dei bancari per il benedetto pomeriggio della vigilia in cui non mi tocca di lavorare.
Questanno il generoso 24 cade a fagiuolo: domenica! E siccome non posso credere che gli zelanti commercianti della mia amena cittadina chiudano alla vigilia di Natale, avrò una giornata intera per sacramentare nel traffico, sbattermi in giro per duecento negozi alla ricerca del niente sbuffando e rotolando, trovare finalmente un qualcosa che abbia un aspetto decente e mi consenta di fare una figura poco meno che dignitosa, spenderci una cifra decisamente esagerata e pentirmi appena messo il piede fuori dalluscio del negozio.
Le mie amiche, negli anni, hanno collezionato uninfinità di piccoli e stupidi peluche profumati, libri del momento del tutto opposti ai loro gusti che io avrei voluto leggere, sciarpe di colori importabili ma sciccose, terribili portagioie di legno che non sai mai dove mettere e finiscono in un cassetto pieni di bollette pagate, trousse carinissime a vedersi ma dai colori che starebbero bene a Tza Tza Gabor o Ilona Staller, portafotografie, portacellulari, portaspiccioli, portami a casa che non ce la faccio più a girare per negozi.

Ciascuno dei miei fidanzati ha avuto invece il suo paio di guanti, il suo dopobarba, il suo maglione benetton, il suo cellulare e basta, perchè nessuno di loro ha finora retto più di quattro Natali. Questo perchè fare i regali agli uomini è notoriamente unimpresa impossibile. Non cè verso di comprare a un uomo qualcosa di carino e spiritoso, a meno che non sia dei colori rosso e nero,  bianco e nero o nero e azzurro. Ma siccome nutro il terrore di sdraiarmi dolcemente sul letto del mio lui e sentire un coso morbido dietro la spalla che comincia ad urlare allimpazzata alè oh oh, preferisco evitare certi infernali articoli. Mi chiedo perchè non creino dei negozietti, come quelli che vendono le menate di Pucca e Hallo Kitty, per intenderci, di stampo decisamente maschile. Che so, un personaggio simpatico che magari, anzichè fare le faccine tenere come Pucca, faccia i rutti e tiri cazzotti. Sarebbe veramente carino poter regalare per Natale al proprio ragazzo lo zainetto di Ruttaman o la t shirt di ScazzottBoy.
Invece nisba, il mercato non offre niente. Potrebbe essere unidea imprenditoriale…

Insomma, se non si fosse capito, questo post è un disperato appello:

Fai una buona azione per il tuo Natale.
Suggerisci un regalo a Lilian.
A Natale puoi.

E speriamo che la Bauli non sincazzi…

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Certo che per andare a Roma ho scelto il periodo migliore.
Arriviamo giovedì e scopriamo che venerdì cè lo sciopero dei mezzi pubblici. Ringrazio quel dio pagano che ci ha fatto cambiare idea allultimo momento e decidere per il B&B a Vittorio Emanuele piuttosto che alla Garbatella… Se no avremmo passato il venerdì a giocare a scacchi (o magari a strip poker, perchè no…?).
In ogni caso due passi a piedi non mi hanno fatto certo male, nonostante il mio culone e la mia panza ballonzolassero ad ogni appoggio del mio gentil piedino sui famigerati sampietrini della capitale… quelli che diversi anni fa, complici un paio di tacchi decisamente fuor di misura e la necessità di aggirare via dei Fori Imperiali occupata dalla manifestazione contro il G8 per arrivare in albergo (avevano appena fatto fuori Carlo Giuliani), mi procurarono dei dolori lancinanti alle piante dei piedi.
Per fortuna sono ormai anni che ho messo i tacchi in pensione. La passeggiata è stata dunque lunga ma rilassante. Una sosta in piazza Venezia a sbocconcellare un panino al prosciutto comprato lungo la strada. Un luuuungo giro da Feltrinelli nella galleria Sordi da cui ovviamente sono uscita a mani vuote.
Farsi fregare da un fotografo a Fontana di Trevi che ti spunta 3 euro per una polaroid e un po di colore locale. Il solito gabbiano che terrorizza i piccioni, lultima volta lavevamo visto in Santa Maria Maggiore che ne sventrava uno, stavolta invece si pavoneggiava nella Fontana di Trevi, forse credeva di essere la Ekberg.

Sabato invece cera la manifestazione del Berlusca.
Li abbiamo visti passare, a Termini, con i cartelli "Io non sono un coglione".  E certo, i coglioni siamo noi, voi siete i furbi, è risaputo. Se no perché vi lamentereste tanto della lotta agli evasori?

E poi mi sono rinchiusa di nuovo in quel dannato Eurostar delle quindici e quarantacinque che ogni volta accumula ore di ritardo.
Stavolta ha superato se stesso, a Salerno sè piantato e non andava più avanti. Cè toccato di scendere e sping… no, salire su un altro treno. Unora e mezza di ritardo.

Però almeno viaggio a metà prezzo.
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