Archivi del mese: marzo 2007

Dieci cose da non fare se andate a Sharm el Sheik

1. Farsi convincere ad entrare in un negozio di profumi (si riconoscono dal nome: si chiamano tutti Jasmine) dal solito Egiziano che vi chiede di firmargli il guestbook, e poi vi propina unessenza meravigliosa da mille e una notte al prezzo vertiginoso di trecentocinquanta lire egiziane, che la prima volta che la metti svanisce dopo cinque minuti.
2 Illudersi di poter competere con i Russi nella millenaria arte dellaccaparramento. Per quanto presto scenderete in piscina, troverete comunque tutti i lettini già occupati con gli asciugamani. E non importa se avete fatto lunghi anni di tirocinio alluniversità nellarte delloccupazione dei posti. Settantanni di comunismo  li hanno forniti di una straordinaria capacità di sfruttamento del bene pubblico.
3 Incazzarsi quando gli Egiziani vi dicono: Portami tua sorella. Mentre da noi è una locuzione che scatenerebbe la rissa, da loro è un complimento. La stessa cosa se vi dicono: Sembri Egiziano. Non vogliono dire che avete una faccia da schiaffi, ma che siete dei fighi pazzeschi. Se invece vi danno del Russo menate pure le mani, perché lintento è certamente offensivo.
4 Comprare un Narghilé, fidandosi dellEgiziano che vi fa vedere la custodia da viaggio e vi assicura che va nel bagaglio a mano. Ovviamente lo dovrete imbarcare a causa delle dimensioni e allarrivo ne saranno rimasti solo i cocci.
5 Prendere un taxi beduino senza aver prima fatto un voto a San Cristoforo e unassicurazione sulla vita.
6 Ordinare un  semplice hamburger credendo ingenuamente che almeno quello non sarà talmente impregnato di spezie da risultare nauseante.
7 Portarsi su unattrezzatura da sub da trenta chili, confidando in un provvidenziale guasto alla bilancia del check in che vi faccia evitare di pagare trecento euro di supplemento. Difficilmente il miracolo si ripeterà al ritorno.
8 Comprare da mangiare in aeroporto, tanto si sa che in Egitto costa tutto meno. Una sega. In aereoporto tutto è stramaledettamente caro come in tutti gli aeroporti del mondo.
9 Farsi ciulare dal proprio tour operator 60 euro per la motorata nel deserto, quando lagenzia locale di fianco allalbergo ne vuole soltanto 20.
10 Ingozzarsi di insalata, datteri e carotine julienne, confidando nella cura di enterogermina raccomandata dal farmacista:  il diabolico cagotto vi colpirà lo stesso, inesorabilmente.
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<font size="2" face="Century Gothic”><font size="2" face="Century Gothic”><font size="2" face="Century Gothic”>Tra ieri e oggi ho abortito due topic, e la maledizione di splinder si è abbattuta su di me.
Stamattina, mentre correvo per raggiungere la 206 (non ero in ritardo, però ero contenta, e quando sono contenta corro a testa bassa come un muflone deficiente), sono inciampata in una buca nellasfalto, ho tentato di mantenere lequilibrio, ma i miei simpatici stivali sportivi di camoscio con la suola arrotondata mi hanno tradita, e sono caduta giù lun… corta sulla ghiaia graffiandomi le mani e le ginocchia, e urlando:"Maaaaaaammmaaaaaa!"
La Doroty che era ancora in casa ha riconosciuto la mia voce, si è affacciata alla finestra e mi ha vista che alzavo le mani insanguinate come una miracolata e assumevo unespressione da maschera greca (vedi foto).
La Priora è scesa a sollevarmi pensando che mi fossi come minimo spezzata un arto per gridare a quel modo, il Cellario ha rotto una bottiglia di deodorante nella foga di trovare il disinfettante per medicarmi, la Doroty si è offerta di accompagnarmi al lavoro, dove ho continuato a spargere sangue e plasma su distinte di versamento e estratti conti.
Ora sulle mani ho due garze bianche in perfetta posizione da stimmate.
Il mio Maestro di Tai Chi crederà che è una scusa per non fare il Pu Bu.
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10 persone che conosco che mantengono atteggiamenti maschilisti.

 
  1. Mia zia Lilina che quando porta in tavola dice: “Prima agli uòmini” separando le vocali del dittongo per enfatizzare la parola.
  2. Il Capo che mi tratta come se fossi la sua segretaria personale, piuttosto che una dipendente dell’azienda, per esempio mandandomi alla merceria a comprare il metro perché la sua donna vuole comprargli un paio di pantaloni e lui deve misurarsi il giro vita.
  3. Il fratello del mio ex che non si toglieva neanche il piatto da tavola, e sua moglie invece di dirgli muovi quelle chiappone da bradipo rideva.
  4. Il Viveur Napoletano che è contrario alla legge sull’aborto perché tronca una vita ma continua a spargere il suo immondo seme per il mondo alla faccia di sua moglie.
  5. I mega direttori che quando vengono in visita in filiale ti guardano come se fossi una bambola kokeshi senza degnarti della minima attenzione professionale, ignorando che se non ci fosse la bambola kokeshi la filiale andrebbe capasotto.
  6. Mia madre, che quando da piccola volevo tornare tardi mi diceva: chiedi a tuo padre, è lui che comanda.
  7. Il marito di mia cugina che lascia i figli al negozio dalla moglie e se ne va a spasso, come se la cura dei figli fosse demandata esclusivamente alla madre.
  8. Il mio Lombardo Veneto quando mentre sto guidando mi dice attenta di qua attenta di là, con il risultato di mettermi nervosa e farmi commettere dei madornali errori, per poi poter dire che non so guidare.
  9. I clienti che chiamano dottore il collega maschio, e ragioniera me, nonostante io non sia affatto ragioniera e il collega non sia laureato.
  10. Io, che approfitto della mia faccina delicata e del mio sorriso suadente per non pagare mai il caffè.

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