Archivi del mese: maggio 2007

La nuova legge sulla privacy è stata approvata alla camera con 447 voti su 454.
E interessante leggere a riguardo larticolo di Tobias Jones su Internazionale di questa settimana.
Quello che Jones non può capire è che in Italia lipocrisia regna da sempre sovrana. Nessuno si scandalizza che il primo nemico dei Dico ex Pacs sia un uomo non sposato ma convivente come Casini.
Nessuno se ne scandalizza perché la nostra cultura ci dice che non cè legame tra privato e pubblico, e che uno può fare le peggiori zozzerie a casa sua ma continuare ad essere una persona rispettata e rispettabile.
Questo è un principio universale che vale a destra come a sinistra, fa molto comodo a chi ci governa e non trova nemici, come prova la maaggioranza assoluta che questa legge ha avuto in parlamento.
Siamo un paese ipocrita.
Che fa il Family Day e guarda il Grande Fratello.
A proposito di Grande Fratello, ho un esempio lampante.
Diana, il zoccolon della casa, si esibisce in un simil pompino lavandosi i denti, con grande goduria degli spettatori.
Eliminata, appena arriva in trasmissione mima quel gesto che lha resa famosa, e puntualmente la Marcuzzi la blocca: "E molto brutta questa cosa che hai fatto, Diana, a casa ci sono i bambini."
Ah bon. Ma i bambini, a casa, cerano anche prima. Solo che prima non cera la Marcuzzi a fingere che la televisione si preoccupi di non offrire spettacoli volgari alle famiglie.

Ma mi faccino il piacere.
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Family Day

Figli miei…


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Colpita in piena faccia dalla catena di SantAntonio propostami da Khyes non ho saputo resistere…
Ecco quindi la lista dei "5 libri che ti hanno cambiato la vita".
Per davvero, eh.


Avevo appena 11 anni, quando capii che nella realtà i cattivi vincono assai più spesso che i buoni.

Il primo di giutno dell’anno scorso Fontamara rimase per la prima volta senza illuminazione elettrica. Il due di giungo, Il tre di giugno, il quattro di giugno, Fontamara continuò a rimanere senza illuminazione elettrica. Così nei giorni e nei mesi seguenti, finché Fontamara si riabituò al regie del chiaro di luna. Per arrivare dal chiaro di luna alla luce elettrica, Fontamara aveva messo un centinaio di anni, attraverso l’olio di oliva e il petroli. Per tornare dalla luce elettrica al chiaro di luna bastò una sera.  
Fontamara, Ignazio Silone, 1949.

15 anni per scoprire che ne uccide più la lingua che la spada.
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l’unico immodificabile evento di cui si possa asserire l’incontrovertibile verità: Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell’errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.  
Il Nome della Rosa, Umberto Eco, 1981.

18 anni, un sospiro di filosofia, e quanto la vita può essere triste e appassionata.
C’era una volta un uomo che aveva sentito da bambino quella bella storia di Abramo (Gen., 22, 1 sgg.): come Dio tentò Abramo e come Abramo resistette nella tentazione, conservò la fede e riebbe per la seconda volta il figlio contro ogni aspettativa. Ormai avanti negli anni, egli leggeva la stessa storia con una ammirazione ancora più grande, poiché la vita aveva separato ciò che la pia semplicità dell’infanzia aveva unito. Più avanzava negli anni e più spesso egli volgeva il suo pensiero a quel racconto, il suo entusiasmo cresceva sempre più, ma tanto meno egli riusciva a capire il racconto stesso.
Timore e Tremore, Sören Kierkegaard, 1843.

Trovare un maestro di vita a 25 anni.
L’aut-aut tra avere ed essere non è un’alternativa che si imponga al comune buon senso. Sembrerebbe che L’avere costituisca una normale funzione della nostra esistenza, nel senso che, per vivere, dobbiamo avere oggetti. Inoltre, dobbiamo avere cose per poterne godere. In una cultura nella quale la meta suprema sia l’avere – e anzi l’avere sempre più – e in cui sia possibile parlare di qualcuno come una persona che “vale un milione di dollari” come può esserci un’alternativa tra avere e essere? Si direbbe, al contrario, che l’essenza vera dell’essere sia l’avere; che se uno non ha nulla, non è nulla.
Avere o essere?, Erich Fromm, 1986

A 28 anni scoprì che in un libro potevano starci la storia, la filosofia, il romanzo.

Mio caro Marco,
Sono andato stamattina dal mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo daccordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica; mi sono adagiato sul letto. Ti risparmio particolari che sarebbero altrettanto sgradevoli per te quanto lo sono per me, e la descrizione del corpo dun uomo che sinoltra negli anni ed è vicino a morire di unidropisia del cuore. Diciamo solo che ho tossito, respirato, trattenuto il fiato, secondo le indicazioni di Ermogene, allarmato suo malgrado per la rapidità dei progressi del male, pronto ad attribuire la colpa al giovane Giolla, che mha curato in sua assenza. È difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana: locchio del medico non vede in me che un aggregato di umori, povero amalgama di linfa e di sangue. E per la prima volta, stamane, mè venuto in mente che il mio corpo, compagno fedele, amico sicuro e a me noto più dellanima, è solo un mostro subdolo che finirà per divorare il padrone.

Le Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar, 1974.

Ovviamente dovrò torturare qualcun altro con questa storia, se no che catena è? I prescelti sono AnarcadiaAbreast e Amoreamaro… gli altri non si offendano, ma purtroppo i loro nick non iniziano per A (devo pur trovare un criterio, no?)

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Archiviato in le parole degli altri, Lola s lists

Odio la gente che parcheggia dove capita. Quelli che salgono sui marciapiedi distruggendo semiassi solo per non fare cinque metri a piedi. Quelli che la lasciano davanti alla porta di casa (daltri) senza lasciare neppure lo spazio per passare. Quelli che parcheggiano nelle strade strette e ti costringono ad andare a passo di lumaca per non sgrattugiare il tuo specchietto contro il loro. Quelli che cè spazio per due ma loro se lo prendono tutto, così sono sicuri di poter uscire senza dover sudare manovre. Quelli che non cè posto allora la cago in seconda, terza e quarta fila tanto sto solo  un attimo.
Il Dr.Kenz gli ha fatto pure l adesivo.
Gli andava messo a quella signora che, lasciata la macchina in mezzo alla strada per sbrigare una commissione, è uscita e non lha più ritrovata.
Chiama carabinieri e forze di polizia, e poi scopre che la macchina era in fondo alla discesa, cento metri più avanti.
Nella fretta di parcheggiare dove capita, sera scordata del freno a mano.
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