Archivi del mese: novembre 2010

C’è un Presidente del Consiglio che con tutta probabilità va a mignotte. C’è che alcune di queste mignotte sono (erano) minorenni. C’è che il popolo, soprattutto quello ostile al Presidente del Consiglio, s’indigna. C’è che il Presidente del Consiglio dice sono fatti miei se so godermi la vita. C’è qualcuno che simpaticamente gli ricorda che per una donna si può anche finire in galera.
E poi c’è un film di un regista emergente, indipendente, distribuito dalla Lucky Red, per intenderci, quindi roba d’essai, radical (poco) chic; e in questo film c’è un signore di circa 50 anni che s’innamora di una ragazza cinese di circa 18 anni; la ragazza è cinese, non parla italiano, ha un viso da dea  e un corpo da adolescente; si esprime attraverso sorrisi e sguardi, che poesia. I due non fanno sesso, è vero, ma non si può dire che l’affetto di lui sia paterno, né che quello di lei sia filiale; c’è un tentativo di bacio abortito dalla inopportuna  presenza del padre (vero) della ragazza ma nulla di più; i due si comportano come fossero adolescenti alla prima cotta.
Il film in questione è Gorbaciof, di Stefano Incerti, regista talentuoso, a mio parere, ma sceneggiatore carente. Non sto qui a farne la critica ma piuttosto a lanciare una riflessione: qual è il confine?
Qual è il confine oltre il quale si può parlare di immoralità e parapedofilia?
Perché la stessa cosa fatta dal Presidente è immorale e sporca e ipocrita e rappresentata sullo schermo dal volto di Toni Servillo diventa bello, bello, poetico, struggente, illuminante?
Si obietterà che il confine è il sesso. Non sono d’accordo.
Il sesso in rapporto all’amore è un elemento non accessorio. Chi ama ha sempre il desiderio di concupire il soggetto amato, la platonicità non esiste, è un’aberrazione, altrimenti non è amore, è qualcosa d’altro, amor filiale, amore genitoriale, eccetera eccetera.
Il sesso non consumato non è innocuo, anzi; può essere letale, e gli eventi di cronaca recente ce lo confermano. E allora basta propagandare quest’immagine falsamente innocua dell’amore tra un tardone e un’adolescente; basta farci credere che è bellezza, è poesia, è struggimento. Col cavolo.
E basta mostrare il maniaco che ti segue fin sotto casa come un pover’uomo afflitto dalla solitudine che cerca solo un po’ di affetto. Qualcuna potrebbe   crederci… e vorrei vedere quanti di questi poveri uomini soli alla prova del nove si accontenterebbero di farsi titillare le dita dei piedi.
Ma tanto a chi importa delle ragazzine in questo Paese? Finché non ne muore qualcuna in circostanze più o meno torbide, non gliene frega niente a nessuno.
Eccettuato, naturalmente, il nostro Presidente.
Annunci

12 commenti

Archiviato in rose purpuree