Archivi del mese: marzo 2011

Omero strikes again

Nel consueto mercoledì pomeriggio di spesa all’Ipercoop (sconto del 30% su tutti i prodotti a marchio per i soci, un toccasana per la mia tirchieria cronica) mi sono al solito soffermata nella zona libri.
Di rado compro libri al supermercato, per vari motivi. Perché la scelta è limitata, in  genere, ai bestsellers di grido, così detti perché a leggerne la grammatica ti viene, appunto, da gridare allo scandalo; perché ti rimane quello schifoso adesivo del supermercato con il 15% di sconto attaccato al libro, e se lo stacchi rimane tutto appiccicaticcio di colla, e se passi l’acetone per pulirlo bene ti si smerda tutto il colore della copertina; e poi vuoi mettere il mood che si respira in libreria, girare per mezz’ora alla ricerca del libro che ti ispira, la musica soffusa o un discreto silenzio, con l’altoparlante del super che strombazza le offerte del giorno e la signora col carrello che ti incalza per acchiappare al volo l’ultima biografia di Padre Pio?
Nonostante questo il fascino della carta stampata m’acchiappa anche al super, e mi sorprendo a girellare intorno al pancale dei libri come un’ape ronza attorno alle primule anche se sazia di polline.
Ieri la mia attenzione è stata attirata da un libro vistoso, dalla copertina candida, il titolo in arancio fluo, apparentemente roba per adolescenti, un Moccia sbarazzino o una versione baby di I love shopping.
Ma con stridore interno (tipo il brivido che ti dà il gessetto intonso sulla lavagna) leggo che il nome in lettere fluo è quello di OMERO. La cosa già mi rivolta lo stomaco, ma quando leggo sotto il titolo ILIADE rischio decisamente l’ernia iatale.
Mi avvicino incuriosita, sperando che sia una versione del poema immortale adattato per gli adolescenti, iniziativa tutto sommato buona, ma con supremo disgusto leggo ALESSANDRO BARICCO… Realizzo l’indecenza: Feltrinelli ha osato ridare alle stampe in nuova edizione ripacchianata il tremendo Omero, Iliade di Bariccolo, come lo chiama il buon Sigurd: in assoluto il più inutile e irritante tra i libri che ho letto nella mia vita. Irritante come può esserlo soltanto Baricco, con la sua legge di onnipotenza dello scrittore, secondo la quale basta saper usare la consecutio temporum e un numero adeguato di metafore altisonanti per affrontare qualsiasi argomento, anche senza conoscerlo, e darlo in pasto al popolo bue dei lettori.
Così si permette di prendere l’Iliade, epurarla delle divinità e mettere in bocca agli eroi banalità da XXI secolo, perché occorre rimodernizzare, abbassare il livello, rendere comprensibile. Divulgazione della letteratura. Una contraddizione in termini. Come prendere i due Kill Bill e farne un videoclip di trenta minuti tagliando le scene splatter per farlo vedere ai bambini.
O anche, cover letteraria. Come se non bastasse Vasco che rifà i Radiohead. (L’effetto, vi garantisco, non è migliore).
Comunque, se qualcuno di voi avesse, nonostante tutto, voglia di leggerlo, vi prego assolutamente di evitare di correre all’Ipercoop a comprarlo, se pure con il 15% di sconto: cedo volentieri il mio – anche gratis, a dispetto delle mie braccine corte.
Certo, ha ancora la vecchia copertina rossonera, e non questa figata fluo, ma come si dice, a caval donato…

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I:

Ignava.

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