Archivi del mese: luglio 2011

Corse agli armamenti

Insomma, mentre persino la Lega scomunica Borghezio dall’aver detto quel che di fatto il suo partito promuove da decenni, Vittorio Feltri ne combina un’altra delle sue.
Per soddisfare il palato fine dei vecchi avvocati, notai e pensionati di Bankitalia che leggono con soddisfazione Il Giornale, illudendosi di vivere in quel mondo nereo (mi si perdoni la licenza poetica) che vi è descritto, si lancia in un’imperdonabile accusa alle giovani vittime della strage di Norvegia, evidentemente antipatiche ai suoi lettori in quanto, appunto, giovani, e, per di più, laburisti, ossia democratici, ossia comunisti.
Inutile insistere sull’inopportunità dell’intervento, contestato persino dai lettori;  qui mi preme sottolinearne piuttosto l’ignoranza, che in questo caso confina pericolosamente con l’idiozia, insita nella seguente frase:
“Varie specie di animali quando attaccano lo fanno in massa e nello stesso modo si comportano quando si difendono. Attenzione però: gli animali istintivamente antepongono l’interesse del branco a quello del singolo. Unopertutti, tutti per uno. Evidentemente l’uomo non ha, o forse ha perso nei secoli, l’abitudine e l’attitudine a combattere in favore della comunità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l’egoismo e l’egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrificarsi per loro, probabilmente convinto che loro non si sacrificherebbero per lui.”
Ovviamente, con questa frase Feltri dimostra di non sapere una cippa delle “varie specie di animali”.
Se la tesi di Feltri fosse vera, ghepardi, leoni e leopardi delle savane africane sarebbero ormai da tempo estinti. Basterebbe che le gazzelle, invece di scappare alla vista del predatore lasciando indietro l’esemplare più debole, si riunissero forti della loro superiorità numerica e buttassero fuori il leone a calci e cornate.
Notoriamente non è questo che avviene in natura; bisogna però ammettere che, nel caso degli gnu, può capitare che essi si scatenino contro il predatore, costringendolo alla fuga, ed è noto l’esempio della falange dei bufali che protegge i piccoli e le femmine dagli assalti.
Ma qui viene il bello: uno gnu, a differenza di una gazzella, pesa fino a 250 chili, contro i 180 del leone, che è il più grosso dei felini africani; un bufalo arriva a pesare anche una tonnellata. Insomma, la lotta tra un bufalo e un leone è quasi ad armi pari; figurarsi tra un branco di bufali e un leone. Per questo motivo i leoni attaccano raramente i bufali, e se proprio devono scelgono cuccioli isolati. In biologia, questo equilibrio precario tra le forze di predatori e prede viene definito “corsa agli armamenti”: il ghepardo riesce a correre più veloce della gazzella, ma la gazzella riesce a correre più a lungo. Se una delle due specie superasse definitivamente l’altra, presto l’altra sarebbe estinta.
Anche Breivik ha attaccato dei cuccioli. Non erano isolati, certo. Ma si dà il caso che la corsa agli armamenti interna al genere umano abbia prodotto armi talmente potenti che non esiste numero sufficiente di essere umani inermi capaci di opporvisi. Ne sanno qualcosa gli indios trucidati dalle armi da fuoco spagnole. O forse popoli abituati a veder strappare il cuore pulsante ai nemici non erano abbastanza coraggiosi da lanciarsi contro Cortés e i suoi?
Insomma, non scomodiamo il mondo animale. Anche perché se le cose stessero come dice Feltri, non saremmo mai potuti diventare, noi poveri esseri glabri e inermi su due gambe, i dominatori del pianeta. Bastava una carica di vacche per farci fuori tutti.

6 commenti

Archiviato in belpaesedimmerda

Differenze.

Piero Fassino presenta oggi alla camera le sue dimissioni da deputato e, in una telefonata a Piovono Rane, ricorda che il suo stipendio da sindaco di una città da 1milione di abitanti è di 5000 euro al mese.
Fassino è un signore perbene che si sente infastidito da tutto questo gran puntare il dito e parlare di casta della politica. Aveva promesso di dimettersi da deputato una volta insediatosi come sindaco e mantiene la promessa con un tempismo perfetto, purtroppo non inimitato da Tabacci, assessore al comune di Milano e deputato dell’Api. (Un motivo in più per non coltivare l’alleanza con questi “centristi”che del centro hanno solo tutti i vizi della vecchia DC, e per il resto son bell’e a destra)
Il caso Fassino è importante per ricordarci che Beppe Grillo mente dicendo che “così fan tutti” perché ci sono delle eccezioni eccellenti.
E rimarca ancora una volta la differenza, che qualcuno vorrebbe inesistente, tra la destra e la sinistra italiana. Come la rimarca la chiara volontà espressa da Bersani e dal Pd di votare a favore dell’arresto del senatore Tedesco a fronte del balbettio inconcludente della Lega e dell’opposizione delinquente del Pdl. I quali invocano il voto segreto per nascondere la propria nefandezza ma a mezza voce, perché l’invocazione stessa è sinonimo di vergogna.
Le differenze non sono poche. Per vederle basta spegnere la tv.

1 Commento

Archiviato in pennarelli