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Marjiane Satrapi è una fumettista iraniana di 37 anni. Oggi vive a Parigi ma in passato è stata testimone dei difficili periodi politici che hanno contrassegnato la storia del suo Paese negli ultimi trentanni.
Nei suoi fumetti è sempre lei la protagonista, spettatrice e attrice di un mondo che fatica a cambiare anche sotto le spinte progressiste. E ci mostra le contraddizioni a cui va incontro un Paese in cui il fondamentalismo si è inscritto su un tessuto sociale liberale, in cui la repressione ideologica ha portato quasi più morti che la guerra. Il tutto con un tratto marcato ma semplice, lineare eppure efficace nel rappresentare anche le situazioni più tragiche senza rinunciare allironia. Taglia e cuci è un’opera che racconta, in forma di pettegolezzi tra amiche,  storie di donne iraniane. Piccole e grandi contraddizioni di una società divisa tra i pudori dellislam e lafflato di occidente. Donne in bilico tra la sete di indipendenza e la paura di restare sole, in un contesto sociale in cui una donna, da sola, vale spesso meno che niente. Se qualcuna di loro riesce ad affrancarsi dalla schiavitù maschile grazie allarte, qualcun altra resta succube anche volando in occidente, alla ricerca di uno stile di vita più libero solo nelle apparenze.   La guerra dei sessi è la stessa in oriente e in occidente; solo, da loro occorre aguzzare lingegno più che da noi. E se le donne iraniane oggi possono permettersi di non considerare la verginità come un bene prezioso da conservare fino al matrimonio, è forse solo perchè la moderna chirurgia plastica permette di ricucire quel che le vicissitudini di una soddisfacente vita sessuale hanno rotto. Donne dellalta borghesia che hanno i mezzi per nascondere i peccati di gioventù, ma che sognano spesso, come tutte le altre, un principe azzurro persiano che le conduca nel ricco occidente, dove potranno girare senza il velo in testa, vestite come le ballerine di La Satrapi ci racconta un mondo che, tra le quattro mura di casa, spesso non è molto diverso dal nostro. Anche se nessuna di quelle donne può uscire di casa a capo scoperto.
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E semplicemente geniale. Dopo tutto, chi di noi non lha mai pensato? Cartonisti e fumettisti ci sono sempre andati a nozze. Capitan America viene intervistato come una celebrità tra le pagine di X Men. Mazinga combatte contro Goldrake. La Stella della Senna prima o poi finirà per incontrare Lady Oscar. Tutto questo non cè  mai sembrato blasfemo. E allora perché non poteva succedere anche centanni fa? Perché lUomo Invisibile non poteva sbattere inavvertitamente il naso sul grugno di Mister Hyde? Oh, è quello che ho sempre sognato. E quello che tutti noi abbiamo sempre sognato, vedere i nostri eroi interagire tra loro, suonarsele sode, e sopratutto suonarle agli altri. E quello che ha fatto Alan Moore.
Il mio primo approccio con La Lega degli Straordinari Gentleman fu un annetto fa al cinema, grazie al film La leggenda degli uomini straordinari, che tradiva lo spirito del fumetto  non meno che il titolo. Film decisamente di basso profilo, del tutto privo di coerenza interna, che non ispirava certo la lettura delloriginale. Forse per questo mi ci è voluto così tanto per decidermi a comprarlo, questo fumetto. Mai scelta fu più ponderata e più prontamente benedetta nellesito.
Perché mi sono bastate due ore per entrare nellInghilterra cupa e fantastica di Moore e uscirne appagata ma non sazia.
Non sazia.. e come avrei potuto esserlo? Una squadra come quella creata, o piuttosto reinventata da Alan Moore avrebbe potuto viaggiare e farci sognare per centinaia di tavole. Invece lAutore, conscio che il bel gioco dura poco, non ha voluto calcare la mano, intuendo che una miscela così esplosiva non poteva restare a lungo stabile. Cè pure qualche pecca nella narrazione, se di fronte a unintroduzione capillare e spettacolare dei singoli personaggi, peraltro molto ben caratterizzati, la vicenda narrata perde puramente di spessore. Così nel primo volume la sfilata dei personaggi resta la parte più gustosa e avvincente, mentre lavventura vera e propria, per quanto ben congegnata, non è che un pretesto per vederli in azione tutti insieme. Nel secondo invece gli spunti sono talmente tanti, e tanto interessanti, che vien quasi da piangere quando la storia finisce. Le citazioni si rincorrono impazzite, ed io ho letto i due volumi talmente in fretta da averne colte, sono sicura, appena la metà. Ma nella citazione Moore sa essere imprevedibilie. Tutti sappiamo chi è Mister Hyde, ma nessuno di noi lo avrebbe creduto capace di fare quello che gli lascia fare Moore. E la bella Mina, è davvero fragile come sembra? E se nascondesse una forza misteriosa…? E quel che si chiede lo spaesato lettore.
Moore si diverte a lasciare molte delle nostre domande senza risposte.

Forse è per questo che lo trovo così intrigante…

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